Separazione e Divorzio con Gratuito Patrocinio

di Avv. Serena CallipariAggiornato il Gratuito patrocinio

Donna di spalle seduta di fronte a un uomo durante un colloquio, ripresi attraverso un vetro

Separazione e divorzio con gratuito patrocinio sono possibili per chi non ha mezzi sufficienti: l’avvocato è pagato dallo Stato, sia nella separazione consensuale o giudiziale sia nel divorzio. Per il calcolo del reddito non si somma quello del coniuge, mentre si contano gli altri familiari conviventi.

Il reddito che conta: quello del coniuge non si somma

Per accedere al beneficio serve un reddito non superiore a 13.659,64 euro (soglia vigente a ottobre 2026), riferito all’anno precedente. All’imponibile IRPEF si sommano anche le entrate esenti, come l’Assegno Unico, l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro, e quelle soggette a ritenuta o a imposta sostitutiva.

Soglia di reddito 2026

13.659,64 €

Nella separazione e nel divorzio il reddito del coniuge non si somma. Si sommano invece quelli degli altri familiari conviventi.

Nella separazione e nel divorzio, sia giudiziali sia consensuali, il reddito del coniuge si esclude. È un’applicazione della regola generale della legge (art. 76, comma 4, D.P.R. 115/2002): si tiene conto del solo reddito personale quando i tuoi interessi sono in conflitto con quelli degli altri familiari conviventi, oppure quando la causa riguarda diritti della personalità.

Gli altri conviventi invece contano: se nella casa familiare vivono figli, suoceri o altri parenti, i loro redditi si sommano al tuo. Ricorda anche che l’assegno di mantenimento che ricevi è un’entrata da dichiarare. Per l’elenco completo, leggi Gratuito patrocinio 2026: quali redditi si calcolano e quali no.

Riferimento normativo

D.P.R. 115/2002 (T.U.S.G.), art. 76, comma 4

Prevede che si tenga conto del solo reddito personale quando la causa riguarda diritti della personalità o quando gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri familiari conviventi.

Infografica su separazione e divorzio con il gratuito patrocinio: soglia di 13.659,64 euro, reddito del coniuge escluso, redditi degli altri conviventi sommati, copertura di causa e modifiche, negoziazione e mediazione solo con accordo, nessuna spesa di trasferta per chi è ammesso, assegno di mantenimento da dichiarare.

Cosa copre: tribunale, negoziazione assistita e mediazione

Il patrocinio copre la causa di separazione o di divorzio davanti al Tribunale e le successive modifiche delle condizioni. L’istanza si presenta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo in cui si svolge il giudizio.

Il beneficio copre anche la negoziazione assistita e la mediazione, ma solo se ricorrono entrambe queste condizioni: la procedura è condizione di procedibilità della domanda e le parti raggiungono un accordo. Se l’accordo non si raggiunge, il compenso del difensore può essere riconosciuto solo per l’eventuale fase successiva davanti al giudice.

A differenza del processo penale, nel civile la soglia di reddito non aumenta per i familiari conviventi: le regole del penale sono in Gratuito patrocinio penale 2026: la guida completa.

Posso scegliere un avvocato di un’altra città?

Sì. Il patrocinio a spese dello Stato non è legato alla città in cui vivi: puoi affidare la tua difesa a un avvocato iscritto negli elenchi del patrocinio anche fuori dal distretto del tribunale competente.

E la distanza non ha costi per te: all’avvocato che segue la causa lontano dalla propria sede spetta soltanto la liquidazione definita dal Magistrato secondo i criteri di legge.

Attenzione pratica: errori frequenti e criticità reali

Nella mia pratica quotidiana, nelle separazioni gli errori nascono quasi sempre dal calcolo del reddito familiare.

Errori da evitare

  • Sommare il reddito del coniuge. È l’errore che fa rinunciare più persone: credono di superare la soglia e non presentano nemmeno la domanda, mentre nella separazione e nel divorzio quel reddito si esclude.
  • Dimenticare gli altri conviventi o l’assegno di mantenimento. I redditi di figli o parenti che vivono con te si sommano, e l’assegno che ricevi è un’entrata da dichiarare.

Una situazione tipica di rigetto: dichiarare un reddito pari a zero senza spiegare come si sostengono le spese quotidiane. Senza una dichiarazione sostitutiva sui mezzi di sostentamento, l’istanza è considerata inverosimile. E non basarti sull’ISEE: lo spiego in ISEE e gratuito patrocinio: perché non puoi usarlo e gli errori più comuni.

Domande frequenti su separazione e divorzio con gratuito patrocinio

Devo sommare il reddito del coniuge per la separazione o il divorzio?

No. Nella separazione e nel divorzio, sia giudiziali sia consensuali, il reddito del coniuge si esclude.

Se vivo ancora con il coniuge ma ci stiamo separando, il suo reddito conta?

No. Anche se vivete ancora sotto lo stesso tetto, nella separazione il reddito del coniuge non rileva ai fini della soglia di 13.659,64 euro.

Quanto costa separarsi o divorziare con il gratuito patrocinio?

Se sei ammesso, il compenso del tuo avvocato e le spese di giustizia sono a carico dello Stato. Resta un solo rischio: se perdi la causa, il giudice può condannarti a pagare le spese legali della controparte.

Il gratuito patrocinio copre anche la negoziazione assistita?

Sì, ma solo se ricorrono entrambe le condizioni: la negoziazione è condizione di procedibilità e si raggiunge un accordo. Se l’accordo non c’è, il beneficio copre l’eventuale fase successiva davanti al giudice.

Cosa succede se durante la causa ricevo l’assegno di mantenimento?

L’assegno di mantenimento è un’entrata che concorre al reddito: se con l’assegno superi la soglia, va comunicato.

Posso scegliere un avvocato di un’altra città?

Sì, se è iscritto negli elenchi del patrocinio a spese dello Stato. Le spese di trasferta non sono mai ammesse e l’avvocato non può porle a carico della persona ammessa.

Da quando vale l’ammissione?

L’ammissione decisa dal Consiglio dell’Ordine è anticipata e provvisoria; la decisione definitiva spetta al Magistrato. Gli effetti decorrono di norma dalla data di presentazione dell’istanza.

Questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative e non costituisce parere legale. Cifre e norme sono aggiornate alla data indicata nell’articolo. L’ammissione al patrocinio a spese dello Stato dipende dai requisiti di legge e dalla situazione di ciascuno: per questo ogni caso va valutato individualmente.

Avvocata Serena Callipari

Competenza e attività in materia di gratuito patrocinio

Nel corso della mia attività professionale ho maturato una specifica esperienza nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, anche attraverso incarichi e funzioni che ne hanno consolidato la conoscenza pratica e applicativa.

Tale esperienza si riflette in un approccio rigoroso alla valutazione dei requisiti di ammissione e alla gestione delle procedure previste dalla legge, nel rispetto dei diritti della persona assistita e del corretto funzionamento dell’istituto.

Scopri chi sono

Ritratto dell’Avv. Serena Callipari

Dubbi sulla possibilità di accedere al gratuito patrocinio?

Chiariamoli insieme con un confronto chiaro e concreto. Ti chiamerò per un primo colloquio di ascolto, in cui potrai spiegarmi la tua situazione e ti aiuterò a capire cosa fare e come muoverti.

Il primo colloquio di ascolto e la verifica per il gratuito patrocinio non hanno costo e non comportano alcun impegno. Tutto avviene nel rispetto della privacy.


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