Per il gratuito patrocinio si sommano tutti i redditi dell’anno precedente di chi presenta la domanda e dei familiari conviventi: quelli imponibili IRPEF, quelli esenti come Assegno Unico e Assegno di Inclusione, quelli con cedolare secca o regime forfettario. Non coincide con lo stipendio netto e non si ricava dall’ISEE.
In questa pagina trovi quali redditi si calcolano e quali no, e come si fa il calcolo quando si vive con altre persone.
In questo articolo
La soglia e il calcolo del reddito
Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato bisogna avere un reddito non superiore alla soglia fissata dal Ministero della Giustizia e aggiornata ogni due anni. Alla data dell’ultimo aggiornamento di questa pagina (ottobre 2026) il limite è di 13.659,64 euro.
Soglia di reddito 2026
13.659,64 €
Imponibile IRPEF dell’anno precedente più i redditi esenti e quelli soggetti a ritenuta o a imposta sostitutiva, sommati a quelli dei familiari conviventi. Nel penale si aggiungono 1.032,91 € per ogni familiare convivente.
La soglia non si confronta con il solo reddito imponibile IRPEF: a questo si sommano i redditi esenti da IRPEF e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva. Per la parte tassata, due regole contano più di tutte:
- Lordo o netto? Si parte dal reddito al lordo delle imposte e si sottraggono solo gli oneri deducibili. Le detrazioni fiscali (per esempio per la casa o per i familiari a carico) non si scalano: per questo il reddito da indicare è quasi sempre più alto del netto in busta paga.
- Quale anno? Si considerano i redditi dell’anno precedente alla presentazione dell’istanza. Si possono usare i dati di due anni prima solo se quelli dell’anno precedente non sono ancora definiti.
Quali redditi si calcolano e quali no: la tabella
Nella mia esperienza in studio, l’errore più frequente è pensare che ciò che non è tassato non vada dichiarato. Non è così: ai fini dell’ammissione conta ogni entrata effettiva.
| Voce | Si conta? |
|---|---|
| Stipendio, pensione, redditi da lavoro autonomo (imponibile IRPEF) | Sì |
| Redditi soggetti a imposta sostitutiva: cedolare secca sugli affitti, regime forfettario | Sì |
| Redditi soggetti a ritenuta alla fonte | Sì |
| Assegno Unico e universale per i figli | Sì |
| Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione e Lavoro (SFL) | Sì |
| Indennità di disoccupazione | Sì |
| Rendite INAIL | Sì |
| Rendite catastali dei fabbricati e canoni di locazione | Sì |
| Assegni di mantenimento ricevuti, sia per il coniuge sia per i figli | Sì |
| Proventi da lavoro irregolare | Sì |
| Redditi dei familiari conviventi | Sì, salvo le eccezioni spiegate sotto |
| Indennità di accompagnamento | No, per giurisprudenza consolidata |
| Detrazioni fiscali | Non si sottraggono dal reddito |
| Attestazione ISEE | Non si usa: segue criteri diversi |
Il reddito della famiglia: chi si somma e chi no
Se vivi con altre persone, il reddito da confrontare con la soglia è la somma di quanto percepisce ogni familiare convivente al momento del deposito dell’istanza. Conta la famiglia anagrafica: genitori, figli, suoceri o altri parenti che vivono con te.
- I figli conviventi si contano: i loro redditi si sommano ai tuoi.
- La convivenza non si interrompe se un familiare è ricoverato in RSA o si trova in carcere.
- Quando conta solo il tuo reddito personale. La legge (art. 76, comma 4, D.P.R. 115/2002) prevede che si tenga conto del solo reddito personale quando la causa riguarda diritti della personalità, oppure quando i tuoi interessi sono in conflitto con quelli degli altri familiari conviventi.
- Separazione e divorzio. Nella separazione e nel divorzio, sia giudiziali sia consensuali, il reddito del coniuge si esclude. Restano invece da sommare i redditi degli altri conviventi, per esempio dei figli. Ne parlo in Separazione e Divorzio con Gratuito Patrocinio.
- Solo nel processo penale la soglia aumenta di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente. Trovi i dettagli in Gratuito patrocinio penale 2026: la guida completa.
Riferimento normativo
D.P.R. 115/2002 (T.U.S.G.), art. 76
Fissa il limite di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato: si considerano tutti i redditi (imponibili, esenti e derivanti anche da lavoro irregolare) dell’anno precedente, sommati a quelli dei familiari conviventi, salvo i casi in cui conta il solo reddito personale.
Attenzione pratica: errori frequenti e criticità reali
Nella mia pratica quotidiana vedo che quasi tutti gli errori sul reddito nascono da una convinzione sbagliata: che conti solo quello che si legge in busta paga o nella dichiarazione dei redditi.
Errori da evitare
- Dimenticare le entrate non tassate. Assegno Unico, Assegno di Inclusione, assegni di mantenimento e affitti con cedolare secca vanno dichiarati: ometterli espone alla revoca del beneficio e alle sanzioni dell’art. 125 del D.P.R. 115/2002.
- Indicare il netto invece dell’imponibile, o dimenticare un convivente. Le detrazioni non si scalano, e il reddito di un figlio convivente che lavora si somma al tuo. Anche un superamento minimo della soglia porta al rigetto.
- Usare l’ISEE come riferimento. Segue criteri diversi da quelli del T.U.S.G.: lo spiego in ISEE e gratuito patrocinio: perché non puoi usarlo e gli errori più comuni.
Una situazione tipica di rigetto: dichiarare un reddito pari a zero senza spiegare come si sostengono le spese quotidiane (casa, utenze, vitto, eventuali veicoli). Senza una dichiarazione sostitutiva dettagliata sui mezzi di sostentamento, l’istanza è considerata inverosimile.
Domande frequenti sui redditi per il gratuito patrocinio
Si calcola il reddito lordo o netto?
Si calcola il reddito imponibile: al lordo delle tasse, sottraendo solo gli oneri deducibili. Le detrazioni fiscali non si scalano. A questo si sommano i redditi esenti e quelli soggetti a imposta sostitutiva.
L’Assegno Unico e l’Assegno di Inclusione vanno conteggiati?
Sì. Ogni prestazione economica erogata da INPS o enti locali concorre al calcolo del reddito, anche se non è tassata.
I redditi con cedolare secca o regime forfettario rientrano nel limite?
Sì. Anche se sono soggetti a imposta sostitutiva e non a IRPEF ordinaria, vanno indicati nell’istanza.
L’assegno di mantenimento va dichiarato?
Sì, sia quello percepito per il coniuge sia quello per i figli: sono entrate effettive che concorrono alla soglia.
I redditi dei figli conviventi contano?
Sì. I redditi di tutti i figli stabilmente conviventi al momento della domanda si sommano a quelli di chi presenta l’istanza, salvo i casi di conflitto di interessi o di cause sui diritti della personalità.
Come si calcola il reddito se convivo con i genitori o altri parenti?
Si somma quanto percepito da ogni familiare convivente al momento del deposito dell’istanza. La convivenza non si interrompe per il ricovero in RSA o per la detenzione in carcere.
Contano anche le case di proprietà?
Sì: rientrano nel calcolo le rendite catastali dei fabbricati e i canoni di locazione, compresi quelli soggetti a cedolare secca.
L’indennità di accompagnamento e i sussidi per disabilità fanno reddito?
In linea generale ogni indennità o sussidio rileva. Per giurisprudenza consolidata, l’indennità di accompagnamento non deve invece essere conteggiata.
Cosa succede se supero il limite di poco?
Il superamento della soglia, anche minimo, comporta il rigetto dell’istanza o la revoca dell’ammissione per mancanza dei presupposti economici.
Questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative e non costituisce parere legale. Cifre e norme sono aggiornate alla data indicata nell’articolo. L’ammissione al patrocinio a spese dello Stato dipende dai requisiti di legge e dalla situazione di ciascuno: per questo ogni caso va valutato individualmente.
Avvocata Serena Callipari
Competenza e attività in materia di gratuito patrocinio
Nel corso della mia attività professionale ho maturato una specifica esperienza nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, anche attraverso incarichi e funzioni che ne hanno consolidato la conoscenza pratica e applicativa.
Tale esperienza si riflette in un approccio rigoroso alla valutazione dei requisiti di ammissione e alla gestione delle procedure previste dalla legge, nel rispetto dei diritti della persona assistita e del corretto funzionamento dell’istituto.

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